Il rimborso Irpef risultante dal modello 730/2026 non sempre arriva con le consuete tempistiche previste per il conguaglio in busta paga o sulla pensione.
In alcuni casi, infatti, l’Agenzia delle Entrate può effettuare un controllo preventivo della dichiarazione prima di procedere all’erogazione delle somme.
“La verifica riguarda in particolare le dichiarazioni modificate rispetto alla precompilata attenzione – sottolinea Alfredo Accolla, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – che incidono sul reddito o sull’imposta e che presentano elementi di incoerenza oppure determinano un rimborso superiore a 4.000 euro”.
Il controllo non comporta la perdita del credito, ma può comportare un differimento del pagamento: se il rimborso viene riconosciuto come spettante, l’erogazione può arrivare anche nel 2027.
“La verifica può durare fino a quattro mesi – prosegue Accolla – mentre il rimborso riconosciuto come spettante deve essere erogato entro il sesto mese successivo al termine previsto.
Il 730 senza sostituto segue invece un percorso diverso: il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
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