URSULA VON DER LEYEN PRESIDENTE COMMISSIONE EUROPEA
Il giorno dopo l’accusa di Berlino a Mosca di essere responsabile dei droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia, Ursula von der Leyen è netta: l’Europa “non tollererà un attacco russo in territorio europeo”. In una dichiarazione alla stampa con il segretario generale della Nato Mark Rutte, la presidente della Commissione Ue, ribadisce l’unità dell’Europa con l’Alleanza atlantica di fronte alle intimidazioni di Mosca: “Non solo manterremo alta la pressione sulla Russia, ma la alzeremo”, ha detto annunciando di valutare nuove sanzioni. Al riguardo la stessa rappresentante Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas lancia un appello agli Stati membri : “vedendo questi attacchi ibridi in tutta Europa, penso che possano dare una svegliata ai Paesi che forse non si sono dimostrati così determinati” sull’ipotesi di nuove sanzioni.
Se l’attacco in Germania “fosse andato a buon fine, avrebbe causato danni enormi e forse anche delle vittime”, ha ricordato von der Leyen parlando di “un attacco condotto con materiale di tipo militare da agenti russi sul territorio dell’Unione europea”. Rutte ha quindi garantito che le forze armate dell’Alleanza stanno lavorando “senza sosta” per garantire la prontezza operativa e tutelare la sicurezza pubblica: “La Russia ha aumentato la sua spregiudicatezza, ma non ci spaventa” .
In merito all’attacco, secondo i media tedeschi, gli investigatori hanno identificato due sospetti con legami con la Russia: come riportano la Sueddeutsche Zeitung, la Ndr e la Wdr, si tratta di un uomo di origine russa con passaporto lettone e di un uomo bielorusso con passaporto russo. Secondo la Bild, gli inquirenti avrebbero trovato tracce di DNA sull’uomo bielorusso: i suoi spostamenti sono stati in gran parte ricostruiti. Si ritiene che sia entrato nell’area Schengen con un visto italiano. Si ritiene che il secondo sospettato abbia avuto un ruolo chiave nella preparazione dell’attentato. Secondo le fonti, si sarebbe recato in Germania via aeroporto di Berlino Brandeburgo (BER) alla fine di luglio, avrebbe proseguito per la Sassonia e avrebbe lasciato il Paese due giorni prima del fallito attentato. L’emittente ARD riferisce che avrebbe legami con un’agenzia di intelligence russa.
La risposta di Mosca non si è fatta attendere: se già ieri il presidente russo Vladimir Putin aveva definito le accuse di Berlino “un grave errore”, insinuando che la Germania stesse incolpando la Russia per distogliere l’attenzione dai propri problemi interni, oggi lo stesso Putin ha alzato il tiro: “Qualsiasi struttura militare presente in Ucraina, anche se britannica, rappresenta un obiettivo legittimo per le forze russe”, ha detto al termine della sua visita in Kirghizistan. Intanto, il Ministero degli Esteri russo ha convocato l’incaricato d’affari della Germania a Mosca, Bernd Finke, “in seguito alle azioni e alle dichiarazioni anti-russe rilasciate ieri dalle autorità tedesche”, si legge nel comunicato diffuso dal Ministero sul proprio canale di Telegram.
Il nodo resta il sostegno “incondizionato” dell’Europa all’Ucraina. “Posso confermare che abbiamo ricevuto una nuova richiesta di finanziamento, del valore di diversi miliardi di euro, che coprirebbe le difese aeree ucraine, compresi i sistemi di difesa aerea altamente avanzati PAC-3 Patriot. Gli Stati membri stanno attualmente esaminando la richiesta dell’Ucraina, ma posso affermare che la situazione sta evolvendo nella giusta direzione”, ha detto von der Leyen. “Allo stesso tempo, noi europei stiamo lavorando con l’Ucraina al progetto FREYA, un progetto europeo per la costruzione di un sistema di difesa antimissile balistico – ha aggiunto – Tutto ciò si aggiunge al prestito di sostegno all’Ucraina di 90 miliardi di euro, già in corso. Da giugno, abbiamo erogato 8,5 miliardi di euro da questo prestito per l’Ucraina, destinati all’acquisto di droni e missili. Questi fondi serviranno anche per l’acquisto di aerei da combattimento dall’industria europea”.
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