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Green Economy Agency

Metallurgico

GRUPPO ARVEDI

Fondazione:
1963
Sede:
Cremona
Dipendenti:
6.400
Produzione:
+5 mln ton di prodotti siderurgici
Fatturato consolidato:
+6 mld euro
È la prima acciaieria al mondo a raggiungere l’obbiettivo delle zero emissioni nette di anidride carbonica. Anche grazie a questo investimento da 300 milioni di euro, hanno ottenuto nuove commesse importanti dai mercati internazionali.
Alessandra Barocci
Intervista a

Alessandra
Barocci

Responsabile Sostenibilità e Ambiente

Nel 2022 Acciaieria Arvedi è stata la prima al mondo a raggiungere l’obbiettivo delle zero emissioni nette di anidride carbonica, come certificato da RINA.

L’obiettivo raggiunto ha richiesto investimenti di circa 300 milioni di euro, iniziative coraggiose e significative quali la scelta di chiudere l’altoforno di Trieste e la riqualificazione produttiva in impianti a bassi consumi, adattabili anche all’utilizzo di idrogeno e in prodotti con una maggior durata di vita.

Quali innovazioni tecnologiche avete applicato per raggiungere la neutralità carbonica?

Abbiamo utilizzato tecnologie avanzate, come ad esempio le nostre linee produttive ISP ed ESP alimentate da forni elettrici di ultima generazione, che permettono la riduzione dei tempi di lavorazione, spazi contenuti e soprattutto l’eliminazione dei tradizionali passaggi produttivi che comportano un rilevante dispendio di energia. Ma l’intera strategia adottata si fonda su tre pilastri

Quali sono le altre due misure?

Circular economy: utilizzo di materiali, in fusione, derivanti dal post consumo, evitando il più possibile l’utilizzo di materiali vergini non rinnovabili. Per il raggiungimento di tale obiettivo sono stati necessari imponenti impianti di selezione e preparazione del rottame ferroso alla fusione. E poi Zero Waste: tutti i rifiuti prodotti sono oggetto continuo di studio e ricerca applicata per individuare il loro utilizzo nel nostro ciclo produttivo e non solo, in quella simbiosi industriale che porterà a zero la produzione degli scarti di lavorazione.

E per quanto riguarda le emissioni indirette?

Abbiamo implementato una serie di interventi di efficientamento energetico. La maggiore efficienza ci è data dall’applicazione del processo di laminazione diretta ISP ed ESP, ma anche importanti sistemi di recupero energetico dai cascami termici del processo produttivo che hanno comportato l’utilizzo del calore in eccesso derivante da alcune linee, in altre che invece necessitavano per esempio di vapore. Abbiamo quindi una quota di energia autoprodotta e abbiamo acquistato energia elettrica rinnovabile proveniente prevalentemente da energia eolica e fotovoltaica prodotte in Italia, mentre non abbiamo acquistato energia rinnovabile da fonte nucleare.

Che misure adottate per il risparmio idrico?

L’acqua nel nostro processo è usata prevalentemente per il raffreddamento, e abbiamo adottato dei circuiti chiusi che permettono il riuso e ricircolo di acqua molte volte comprimendo notevolmente il consumo. Abbiamo adottato dei sistemi di recupero, per utilizzi nel processo produttivo, anche delle acque meteoriche, che vengono raccolte in speciali vasche installate e riutilizzate entro 96 ore.

Quale percentuale di scarti delle lavorazioni riuscite a recuperare

Gli scarti di lavorazione sono riutilizzati per circa il 90%. Il loro principale utilizzo è nell’industria del cemento e della formazione dei conglomerati bituminosi, ma ci sono anche svariati utilizzi quantitativamente inferiori come leganti, nella formazione di ceramica e persino nell’arte.

È stato fatto un calcolo delle tonnellate di CO2 che non vengono immesse nell’ambiente ogni anno grazie alle vostre politiche?

Dal 2019 al 2023 abbiamo ridotto le emissioni (scopo 1 e scopo 2 considerando l’intera organizzazione) del 58% pari a circa 900 mila tonnellate CO2. Se confrontiamo le emissioni per unità di prodotto (scopo 1+2) con produzioni di laminati piani derivanti da tecnologie diverse da quella Arvedi, siamo circa 10 volte più bassi.

Avete ottenuto importanti commesse internazionali da parte di aziende interessante a ridurre la propria impronta carbonica.

È il caso, per esempio, dell’accordo siglato nel 2023 con Mercedes-Benz. Il colosso tedesco dell’auto si è assicurato la fornitura di Arvzero, un acciaio sostenibile, frutto di oltre 30 anni di impegno in ricerca e sviluppo, che viene prodotto da materia prima riciclata e per la cui produzione impieghiamo il 100% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Mercedes, volendo assicurarsi un materiale che garantisse allo stesso qualità e affidabilità, ha trovato nel nostro acciaio, prodotto in forno elettrico e basato sulla tecnologia Arvedi ESP, la risposta alle sue esigenze.

Altra importante commessa è quella ottenuta dal colosso cinese dell’acciaio Zhongshou Special Steel Group.

Per le sue caratteristiche, l’acciaio è un materiale sostenibile perché può essere riciclato senza perdere le proprie qualità. Quello che interessa ai maggiori produttori mondiali è rendere sostenibile il processo produttivo. La nostra tecnologia Arvedi ESP è attualmente l’unica presente sul mercato per la colata e la laminazione di lastre sottili a zero emissioni. Oltre alla sua neutralità carbonica, è una tecnologia che garantisce un’altissima produttività. Lo stabilimento Zhongshou che sorgerà Luanzhou, nella provincia di Hebei, sarà operativo nel 2025.

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