Ceramica
FLORIM
Claudio
Lucchese
Presidente Florim
Come inizia il vostro percorso verso la sostenibilità sociale e ambientale?
Abbiamo iniziato a pubblicare il bilancio di sostenibilità già nel lontano 2008, nel periodo della grande crisi economica e quando questo tema non era sentito come oggi. Nella prossima primavera il bilancio arriverà alla sedicesima edizione. Il percorso parte quindi da lontano, ma la vera svolta si ha nel 2020.
Nel 2020 quando…
Quando Florim cambia anche status giuridico e diventa Società Benefit. Con questo passaggio l’azienda si impegna formalmente ad avere come obiettivo, oltre al profitto, anche il miglioramento delle condizioni sociali e ambientali per le persone e il pianeta. Sempre nel 2020, poi, siamo diventati un’azienda certificata B Corp, prima industria ceramica al mondo.
Come si raggiungono alti standard di sostenibilità in un settore che impiega materie prime da processi estrattivi e li lavora ad alte temperature con grande consumo di energia?
Abbiamo implementato un’attenta politica di gestione energetica, e abbiamo reso l’intero processo sostenibile attraverso il recupero delle risorse naturali. Dal 2011 ad oggi abbiamo investito 58 milioni di euro nel green management.
E a livello impiantistico?
Abbiamo due impianti di cogenerazione e tre impianti fotovoltaici con una potenza di 12,3 MWp installati su una superficie di 127 mila metri quadri. Se il sole non basta, acquistiamo energia esclusivamente da fonti rinnovabili certificate. Per quanto riguarda il processo produttivo vero e proprio, recuperiamo il 100% delle acque reflue e il 100% degli scarti industriali crudi.
Sapete determinare il risultato di queste politiche in termini di impatto ambientale?
Sì, abbiamo calcolato che dal 2011 a dicembre 2022, grazie a questo impegno, le tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera sono state 129.388.
In termini di prodotto queste politiche si traducono nelle linee “CarbonZero-”.
Il primo passo è stato ridurre l’utilizzo di risorse naturali, impiegare energia da fonti rinnovabili e rendere più sostenibile il ciclo produttivo. Ma poi siamo voluti andare oltre. Abbiamo calcolato, con dati certificati EPD, tutte le emissioni di CO2 dei nostri prodotti durante il loro ciclo di vita, quindi anche a monte e a valle del nostro processo, fino allo smaltimento. Questo dato ci ha permesso di acquistare dei Carbon Credit in quantità tali da compensare la CO2 emessa durante il ciclo di vita dei nostri prodotti.
Come funziona l’acquisto di crediti di carbonio?
Un credito di carbonio rappresenta la riduzione di una tonnellata di CO2 in atmosfera. Ogni credito è certificato da parte di un ente indipendente. Acquistando crediti dallo United Nations Framework for Climate Change (UNFCC), si finanziano progetti concreti e certificati per la riduzione delle emissioni. Nello specifico, Florim acquista crediti che si traducono in progetti per la generazione di energia da fonti rinnovabili. Dal 2023 tutte le serie prodotte dall’azienda sono CarbonZero-.
In che modo queste politiche portano anche vantaggi competitivi?
Essere sostenibili significa essere più attrattivi per architetti e designer, che oltre alla qualità dei materiali scelgono sempre di più in base a criteri di sostenibilità. I prodotti Florim sono sempre più utilizzati da designer, architetti e interior designer per il settore del lusso, da catene di alberghi a ristoranti, passando per residenze private, esercizi commerciali, showroom e uffici. Con prodotti e superfici ceramiche Florim sono stati realizzati, ad esempio, il condominio di lusso Waterline Square di New York, la Burj Al Arab Terrace di Dubai e la Climate Pledge Arena di Seattle.
Si traduce anche in un ritorno di immagine per l’azienda.
Un recente studio indipendente di Ales Market Research ci ha visti rientrare tra le 100 aziende con la migliore reputazione tra gli italiani. È un dato che ha sorpreso anche noi. Intanto perché non ci eravamo candidati. Inoltre siamo praticamente l’unica, tra le 100 realtà, a essere un’azienda B2B e non B2C.
Avete visto crescere nel tempo riconoscimenti come questo?
Per tre anni consecutivi (2021, 2022 e 2023) Forbes Italia ci ha inseriti tra le 100 aziende italiane campionesse di sostenibilità. E abbiamo conquistato il primo posto al concorso internazionale “La Fabbrica nel Paesaggio” promosso dalla Federazione italiana dei Club per l’UNESCO per aver “limitato fortemente l’impatto con il paesaggio nel rispetto delle matrici ambientali, secondo i canoni dello sviluppo sostenibile”. Se non è possibile quantificare esattamente quale sia il ritorno economico, è evidente che risultati come questi rafforzano la reputazione del brand Florim rendendolo più competitivo.