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Dall’Iran via libera agli ispettori Aiea. Usa sospendono sanzioni sul petrolio per 60 giorni

Nel pieno dei negoziati in corso con l’Iran – iniziati nel fine settimana in Svizzera – per porre fine in modo definitivo alla guerra in Medioriente, Teheran ha accettato di ricevere gli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) sul suo territorio. Ad annunciarlo è stato il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance in conferenza stampa da Lucerna. Si tratta, spiega, di “un traguardo fondamentale per il popolo americano e il primo passo verso la definitiva cessazione del programma nucleare iraniano”. La presenza dell’Aiea in Iran era stata di fatto bloccata dopo i primi attacchi Usa lo scorso giugno, lasciando quindi incompleta la mappatura dei siti di arricchimento dell’uranio. Il via libera di Teheran è la prima tappa del percorso verso un’intesa definitiva che dovrebbe arrivare in poco meno di due mesi. I progressi, ricorda il vice di Trump, sono stati “importanti” e “i negoziati tecnici continueranno nei prossimi giorni”.

In risposta all’impegno da parte di Teheran di garantire anche “un transito libero e aperto nello Stretto di Hormuz”, il Dipartimento del Tesoro Usa ha emesso una licenza generale temporanea della durata di 60 giorni – fino al 21 agosto – che autorizza la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano. In sostanza, sono state eliminate le sanzioni fino all’accordo di pace. Dopo l’annuncio, i prezzi del petrolio sono ulteriormente diminuiti: il prezzo di un barile di greggio Brent del Mare del Nord, il benchmark globale, si aggirava intorno ai 68,04 euro intorno alle 16.00.

Il lavoro diplomatico, intanto, accelera. Martedì il segretario di Stato americano Marco Rubio si recherà in tre Paesi del Golfo per una visita di tre giorni tra Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrein per discutere anche del memorandum d’intesa. Si tratta del suo primo viaggio in Medioriente dall’inizio della guerra il 28 febbraio. Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian domani sarà invece in Pakistan, paese mediatore nei colloqui tra Iran e Stati Uniti. La visita, fa sapere il suo portavoce, si concentrerà in particolare sulla “prosecuzione delle consultazioni” tra i due paesi.

Resta ancora aperto – e per il momento senza una soluzione concreta – il fronte libanese. Teheran chiede che l’accordo per la fine delle ostilità si applichi anche al Libano, ma il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ribadisce che le forze militari di Tel Aviv nel sud del Paese “godono di piena libertà d’azione per contrastare qualsiasi minaccia diretta o emergente contro di loro o contro gli abitanti del nord” e “non hanno alcuna restrizione in merito”.

Elena Fois

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