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Agricoltura, Cia: vertice Fini-Varhelyi, sicurezza alimentare non negoziabile

“Al commissario Várhelyi abbiamo chiesto fatti: la reciprocità deve diventare una regola giuridica, non solo un principio. Non accettiamo prodotti extra-Ue senza controlli, mentre ai nostri agricoltori si chiede tutto. La sicurezza alimentare non è negoziabile. Poi su Ngt bisogna correre: l’innovazione è l’unica vera difesa per il reddito, contro il clima e per la salute di tutti i cittadini.” Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, a margine della bilaterale, di questa mattina a Roma, con il commissario Ue alla Salute Olivér Várhelyi. L’incontro – precisa Cia- si inserisce in una fase decisiva della legislatura europea, con decisioni chiave sulle Ngt e sul futuro della zootecnica nei prossimi mesi, in un clima di forte pressione sui mercati agroalimentari globali.
“Sulle Ngt non possiamo più attendere – ha spiegato Fini -. L’innovazione genetica è la chiave per la sicurezza alimentare e per rispondere ai cambiamenti climatici. Chiediamo al Parlamento europeo di blindare l’accordo raggiunto e chiudere entro giugno. Vanno superate le resistenze ideologiche, serve pragmatismo per dare strumenti moderni alle imprese”.
Al centro dell’incontro, tra i dossier più caldi per il settore anche la tutela della zootecnia e la lotta alle epizoozie con l’urgenza di un’azione unitaria sui vaccini. “Sul benessere animale come sulla gestione della Psa e dell’Aviaria, l’Europa deve fare squadra -ha detto-. Non bastano i programmi di ricerca, serve un fondo di solidarietà Ue specifico per le emergenze sanitarie e per accompagnare la transizione delle stalle. Senza fondi adeguati e tempi lunghi, rischiamo di perdere il presidio agricolo nelle aree interne”.
Cia, in sintesi, accoglie le aperture nel Pacchetto Omnibus e a difesa delle colture, su droni e nuovi fitofarmaci, ma chiede di accelerare i tempi, estendendo i procedimenti anche ai prodotti convenzionali in una chiave integrata più efficace. Cia sollecita un cambio di passo sui controlli alle frontiere e nei Paesi terzi, perché casi come le carni agli ormoni dal Brasile dimostrano che serve una vigilanza più rigorosa per condizioni di parità.
Infine, ribadito il no alla demonizzazione del vino nel Piano Cardiovascolare Ue, necessaria la distinzione tra abuso e consumo moderato, e l’urgenza dell’etichettatura obbligatoria sull’origine del prodotto, a livello Ue. E’ fondamentale la tutela del cibo, partendo dalla prevenzione e da una corretta informazione su una più sana alimentazione basata su materie prime agricole di qualità.



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redazione

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