l Niño 2026-27 continua a rafforzarsi e potrebbe diventare il più intenso almeno dal 1950, aumentando i rischi per la produzione agricola mondiale e in particolare per il riso. Secondo l’Amis Market Monitor di ottobre, il fenomeno dovrebbe intensificarsi ulteriormente nei prossimi mesi e raggiungere il picco tra ottobre e dicembre. Le ultime previsioni del NOAA indicano una probabilità del 75% che l’evento sia più forte di qualsiasi El Niño osservato dal 1950. Gli effetti maggiori sono attesi sulle aree dell’Asia meridionale e sud-orientale, dove è concentrata una quota rilevante della produzione mondiale di riso e dove El Niño è normalmente associato a precipitazioni inferiori alla media. L’Amis rileva che negli anni interessati dal fenomeno la produzione di risone nei Paesi della regione è risultata storicamente inferiore alle attese di circa 9,6 milioni di tonnellate, pari all’1,2% della produzione globale prevista. Le condizioni attuali sono già coerenti con questo modello, con un monsone più debole in India e deficit di precipitazioni in vaste aree del Sud-est asiatico. Il mercato presenta già segnali di tensione, spiega al’analisi: a settembre l’indice del prezzo internazionale del riso è salito del 2%, raggiungendo il livello più alto degli ultimi 19 mesi, mentre al 30 settembre il riso Thai 100% B era quotato a 466 dollari per tonnellata, il 31,3% in più rispetto a un anno prima.
Il petrolio resta ampiamente sotto i 100 dollari al barile, sostenuto dal recupero delle esportazioni…
"L'Italia segue con attenzione le valutazioni dell'intelligence sulla sicurezza del fianco orientale europeo. Per adesso…
"Quello che noi abbiamo sempre cercato di fare è non aumentare il livello di tensione.…
In vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, la Presidente del Consiglio Giorgia…
Prende il via oggi la gestione del servizio di distribuzione del gas naturale, a cura…
I Paesi importatori di petrolio mostrano invece una maggiore resilienza, con una crescita prevista del…