La campagna del pomodoro da industria in Italia procede più lentamente del previsto nel Centro-Sud, mentre nel Nord la produzione resta stimata intorno a 3,25 milioni di tonnellate ma con un chiaro rischio al ribasso per le coltivazioni tardive. A pesare sono le condizioni climatiche, i ritardi nella maturazione e l’aumento dei costi, in particolare per energia e trasporti. Lo rileva il World Processing Tomato Council (Wptc) nell’aggiornamento all’11 settembre. Nel Nord Italia, secondo gli ultimi dati Oi Nord riferiti al 30 agosto, le consegne cumulative hanno raggiunto 2,3 milioni di tonnellate, con la campagna più avanzata mai registrata alla stessa data. Il vantaggio rispetto alla media si sta però riducendo rapidamente e a settembre si registra un forte rallentamento. La resa in solidi solubili è scesa a una media di 4,87 gradi Brix nella settimana 35, da 4,76 nella rilevazione precedente, mentre la quota di difetti è al 4,93%. Nel Nord restava a fine agosto ancora il 20-30% della superficie da raccogliere e, secondo il Wptc, su questa parte della produzione potrebbero emergere rese inferiori alle attese. Le piogge previste da settembre hanno inoltre fermato per alcuni giorni le operazioni in alcune aree. Il raccolto è stato danneggiato anche da grandinate localizzate in Emilia-Romagna e Lombardia.
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