“Mentre torna l’allerta meteo su numerose zone d’Italia, i dati diffusi oggi dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente tolgono qualsiasi alibi all’urgenza di approvare la legge contro il consumo indiscriminato di suolo, ferma in Parlamento da 10 anni”. Lo dice Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). “In una condizione di accentuata fragilità di fronte alla crisi climatica – spiega – lungo la Penisola si sono impermeabilizzati nel 2022 ulteriori 77 chilometri quadrati di territorio, oltre il 10% in più dell’anno prima; di questi, oltre 900 ettari ricadono in aree a rischio idraulico medio e sono ben 4.800 gli ettari, strappati all’uso agricolo. Questo non solo aumenta il pericolo idrogeologico per le popolazioni, ma costa 9 miliardi all’anno in perdita di servizi ecosistemici. Da tempo ANBI segnala l’insufficienza della rete idraulica di fronte all’estremizzazione degli eventi atmosferici e la necessità di investimenti per un suo efficientamento, nonché di nuove infrastrutture; i dati diffusi oggi testimoniano l’ulteriore esposizione del territorio al rischio, complice l’insistere di una sfrenata cultura del cemento sulla cultura della prevenzione. Il quadro è quindi chiarissimo; alla prossima emergenza di origine naturale, nessuno potrà chiedere: come mai?”.
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