“A 60 anni dal più grave disastro idrogeologico del nostro tormentato Paese, il Vajont resta il monito più pesante che il territorio italiano ci ha consegnato, per diversi ordini di motivi. Il primo è che i disastri naturali non esistono, esistono gli eventi che diventano catastrofici solo ed esclusivamente per le responsabilità dei sapiens, le nostre”. Lo scrive su La Stampa Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico. “I terremoti uccidono se hai costruito male, soprattutto da noi, dove il patrimonio costruito è spesso fatiscente e non adeguato e trasforma magnitudo modeste in tragedie – continua Tozzi -. I Campi Flegrei, quando dovessero entrare in eruzione (perché non è questione di se), farebbero sfracelli solo in funzione di quanto abbiamo costruito nel luogo sbagliato e di quanto abbiamo favorito l’inurbamento, invece di suggerire la delocalizzazione, perché nel caso dei micidiali flussi piroclastici nulla e nessuno resistono, neanche se hai costruito benissimo. Così come al Vesuvio o a Vulcano. E frane e alluvioni diventano catastrofi solo se hai occupato impunemente il territorio di fiumi e montagne, costruendo l’inverosimile al ritmo forsennato di 2,4 mq al secondo, 77 kmq in un solo anno (ultimissimo rapporto Ispra 2023), anche in aree a rischio idrogeologico. Solo l’impatto con un asteroide può essere catalogato come catastrofe (cosmica) naturale, tutto il resto dipendendo soltanto da noi”.
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