C’è bisogno di “un ripensamento sistemico dell’intero modello industriale. La recente crisi ha costretto a comprendere le debolezze di quello post-industriale. Ora è importante capire anche che la questione è sociale: non riguarda solo tecnologie o Pil, dobbiamo mettere in discussione il nostro rapporto con l’ambiente e la nostra responsabilità nei confronti di esso, senza delegare ipocritamente ad altri le implicazioni dei processi produttivi sull’ecosistema”. Così al Corriere della Sera Anaïs Voy-Gillis, chief strategist e responsabile Csr di Humens e ricercatrice associata nel laboratorio Cerege dell’Iae di Poitiers. La sostenibilità e la lotta al cambiamento climatico sono una priorità: “La transizione ecologica non rallenta l’industria: sostenibilità e competitività sono complementari – chiarisce la ricercatrice –. Questo tema è fortemente legato all’energia dal momento che l’Europa dipende fortemente da altri Paesi. Produrre internamente piuttosto che importare può ridurre significativamente le emissioni di carbonio e non solo: sul riutilizzo di materiali e prodotti, le reti di riciclaggio localizzate sono in grado, tra le altre cose, di creare numerosi posti di lavoro. Solo in Francia si parla di una cifra tra 200 e 400 mila impiegati nel settore”.
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato in un'intervista telefonica con Channel 12 che se…
"L'Iran non avrà armi nucleari né missili'. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump…
Una perturbazione in arrivo dall’Atlantico interesserà domani le isole maggiori e l’estremo Sud, con precipitazioni…
“L’alleanza tra Italia e Germania è strategica, Berlino è il nostro primo partner commerciale, la…
Il titolo Ferrari accelera a Piazza Affari dopo la presentazione dei conti 2025. Sul listino…
La recente riunione sulla questione del Sahara occidentale, tenutasi a Madrid l'8 e 9 febbraio…