Le associazioni ambientaliste Clean Cities Campaign, Greenpeace Italia, Legambiente, Kyoto Club, Transport & Environment e Wwf esprimono “grande preoccupazione” per l’annuncio del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Pichetto Fratin, che ha dichiarato che l’Italia voterà contro il Regolamento europeo che prevede il bando alla produzione e vendita di auto e van con motori termici al 2035. Le associazioni temono che “la strategia del governo italiano possa saldarsi con quella di altri Paesi, a scapito degli obiettivi climatici che sono chiari e dovrebbero essere perseguiti con coerenza. Tuttavia, tornare indietro sugli impegni presi è negativo anche da un punto di vista industriale: gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori competitor dell’Ue, stanno accelerando la transizione verso l’elettrico del settore automotive con enormi investimenti. Smentire l’obiettivo del phase out al 2035 – la cui ratifica sembrava fin qui certa – determina una grave incertezza per gli investitori del settore, con ricadute negative sul mondo del lavoro e sui consumatori. L’Europa rischia di subire la delocalizzazione di gran parte della sua produzione e di perdere competitività sui mercati interni, che già sono stati messi in crisi dall’industria asiatica. Ciò comporterebbe un ulteriore indebolimento dell’industria nazionale italiana, che già si trova in una situazione di svantaggio sullo scacchiere globale”.
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