“La decisione della Commissione europea di introdurre maggiore flessibilità sugli obiettivi per il settore automobilistico va nella direzione da sempre auspicata dall’Italia. L’apertura ai motori tradizionali e ai biocarburanti anche dopo il 2035 è un primo passo che rappresenta una scelta di buon senso per difendere un comparto produttivo strategico per l’Europa, da cui dipendono 13 milioni di lavoratori e le loro famiglie, oltre a intere filiere industriali. L’automotive vale circa il 7% del PIL europeo: non si può sacrificare un settore di queste dimensioni sull’altare di scelte ideologiche e irrealistiche. Non smetteremo di ripetere che la transizione ecologica si realizza accompagnando imprese e cittadini, non imponendo divieti o obiettivi fissati senza tenere conto della realtà industriale e sociale. L’Italia continuerà a battersi in Europa per la neutralità tecnologica e per politiche ambientali che tengano insieme sostenibilità, crescita e lavoro”. Così, in una nota, Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei.
"La sicurezza economica non si costruisce con la pur necessaria reazione emergenziale agli shock, ma…
"Gli effetti del conflitto in corso in Medio Oriente si estendono all’approvvigionamento di petrolio, gas…
Con l’aggiornamento disposto oggi da Arera, le tariffe del gas tornano i livelli della crisi…
Apertura in calo per Wall Street: il Dow Jones segna un -1.42% a 45,905.16 punti,…
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato oggi in videocollegamento alla riunione sulla situazione…
Gli occhi del mondo sono puntati sul mercato dell'energia. Nella situazione attuale, non basta tamponare…