“Le scelte di Bruxelles sullo stop a diesel e benzina dal 2035 sono un regalo alla Cina, ma ora dobbiamo prenderne atto e andare avanti, stanziando più fondi per la transizione energetica, per difendere la nostra filiera produttiva e con essa l’occupazione”. Lo dice Gianmarco Giorda, direttore generale dell’Anfia, in una intervista a Il Messaggero. E poi precisa: “In Italia ci sono circa 450
aziende della componentistica a rischio. Imprese, spesso anche piccole, che fabbricano i componenti per le auto con motore termico, serbatoi, pistoni, marmitte, con oltre 70 mila addetti. Si tratta di realtà che devono diversificare se non vogliono scomparire, alcune lo stanno già facendo, altre sono più in difficoltà. Di certo il momento non è facile”. Giorda poi sottolinea che “nel 2026 bisognerà fare il punto sulle infrastrutture di ricarica sul territorio, il numero delle auto elettriche, il mercato in generale. Fattori importanti per capire se stiamo andando nella giusta direzione. Fino a quel giorno, la filiera non può non impegnarsi verso il cambiamento, una rotta obbligata che però va supportata nella riconversione industriale”.
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