“Dobbiamo passare dalle parole ai fatti per evitare che il settore automotive si schianti”. Così Jean-Philippe Imparato, responsabile per l’Europa di Stellantis. “Gli obiettivi fissati dall’Europa per il 2030 e 2035 non sono più raggiungibili, a meno che non si ipotizzi di andare incontro a un crollo del mercato di circa il 30% o al tracollo finanziario di tutti i produttori in Europa. Questo non è fattibile. Quindi, accogliamo con grande favore la discussione strategica sull’evoluzione della regolamentazione: è una discussione importante”, spiega nell’intervista a La Stampa. E aggiunge: “Abbiamo lanciato l’allarme, abbiamo discusso, abbiamo elaborato proposte molto ben circostanziate con i nostri colleghi e con le autorità di Bruxelles. Penso, e pensiamo, che ora sia il momento di agire. Direi in fretta. Prima della fine dell’anno, se possibile, anche perché noi stiamo stilando il business plan per il 2026 e ancora non sappiamo a quanto potrebbero ammontare le sanzioni. Come facciamo?”. Imparato poi suggerisce la ‘cura’: “Oggi in Europa circolano 256 milioni di auto. Questo parco auto invecchia di un mese all’anno. L’invecchiamento medio è di 12 anni. Tra questi 250 milioni di auto, 150 milioni hanno più di 10 anni. Quindi, invece di puntare solo sul nuovo mercato dei veicoli elettrici a batteria (Bev), puntiamo sul rinnovo di questo parco auto”.
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