Nel 2024, le alimentazioni tradizionali (benzina e gasolio) rappresentano ancora più dell’80% delle autovetture nelle città italiane (79,9% nei capoluoghi metropolitani, 80,6% nei capoluoghi di provincia). Le auto a benzina restano il gruppo più numeroso (46,5% nell’insieme dei comuni capoluogo), anche se la loro quota si va riducendo, in media, di 0,8 punti l’anno dal 2015. Il calo è più lento per le auto a gasolio (33,8%, in calo di 0,4 punti l’anno dal 2015). La quota di auto diesel è sensibilmente più bassa nei capoluoghi del Centro-Nord (con minimo del 27,0% nel Nord-ovest, contro quote intorno al 40% nel Mezzogiorno) e nelle grandi città (29,8% dei capoluoghi metropolitani contro 37,5% degli altri). Secondo Istat, le auto a basse emissioni sono, nel 2024, il 19,7% nei comuni capoluogo (+2,3 p.p. sull’anno precedente). Anche in questo caso si osserva una distanza significativa tra le città del Mezzogiorno (16,0% nel Sud, 10,8% nelle Isole) e quelle del Centro-Nord (intorno al 22%), ma non tra capoluoghi di città metropolitana (20%) e di provincia (19,4%). La diffusione delle auto a basse emissioni ha avuto un’accelerazione a partire dal 2019, grazie soprattutto al contributo delle ibride (+635,9% nel periodo 2019-24), ma la componente più numerosa di questo segmento è ancora quella delle auto a gas e bi-fuel (10,1%), che appartengono alla categoria dei veicoli a combustibili fossili.
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