Non c’è un piano per ritardare il divieto di vendita di auto a diesel e a benzina previsto per il 2035. Lo ha dichiarato, secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo elDiario, la vice presidente della Commissione europea per la concorrenza e una transizione giusta e pulita, Teresa Ribera, in visita a Gent a uno stabilimento ArcelorMittal a cui ha partecipato insieme al vice presidente per la Prosperità e la Strategia industriale, Stéphane Séjourné, e il primo ministro belga, Alexander De Croo. “Non è una cosa che la Commissione europea sta prendendo in considerazione e non è una cosa che praticamente nessuno sta prendendo in considerazione”, ha risposto Ribera alla domanda se l’esecutivo Ue stia pensando di ritardare l’entrata in vigore dello stop ai motori a combustione interna dal 2035. “La grande domanda è come possiamo unire e accompagnare l’industria automobilistica europea in un processo di trasformazione in corso e in una corsa industriale globale attivata anni fa”, ha spiegato Ribera. “La stabilità rispetto agli orizzonti temporali, le ragioni per cui questi obiettivi sono stati fissati restano valide e, in linea di principio, non vi è alcuna intenzione di modificarli”, ha aggiunto. “Il messaggio più importante oggi è come disegnare strategie che permettano all’industria automobilistica europea nel suo complesso di uscire da una situazione molto complicata, con una produzione e l’ingresso nel mercato europeo di auto provenienti da Paesi terzi molto importante, con la necessità di evitare nuove guerre commerciali, ma contemporaneamente con la necessità di garantire la vitalità di un’industria che è fondamentale non solo dal punto di vista dell’occupazione, ma anche dal punto di vista dell’innovazione e delle soluzioni alle esigenze di una mobilità che deve essere sempre più decarbonizzata”, ha evidenziato. “Dobbiamo garantire condizioni di parità e l’opportunità di svilupparsi e garantire che queste strutture rimangano in Europa”, ha affermato.
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