I costruttori cinesi accelerano la conquista dei mercati esteri mentre la domanda interna rallenta e la guerra dei prezzi erode i margini. L’Europa è il principale terreno di espansione: qui i marchi cinesi potrebbero arrivare a una quota del 10-15% entro il 2030, dall’attuale 8%, aumentando la pressione sui produttori tradizionali. Per le case europee, avverte S&P Global Ratings, la risposta passa da tagli ai costi e innovazione: “I dazi possono rallentare l’avanzata, ma difficilmente basteranno a fermarla”.
Nel rapporto ‘Chinese Automakers’ Global Push Will Reverberate Across Markets’, gli analisti di S&P prevedono che nei prossimi anni la competizione si intensificherà, con risultati molto diversi tra i gruppi cinesi. Solo una parte riuscirà a trasformarsi in costruttori globali, grazie a prodotti competitivi, dimensioni adeguate e solidità finanziaria. Altri potranno consolidare una presenza significativa all’estero restando però legati al mercato domestico, mentre i produttori più piccoli rischiano di essere travolti dal consolidamento del settore.
(Segue)
"L'obiettivo è continuare e rafforzare il percorso di sviluppo e trasformazione del sistema ferroviario italiano…
Servono tra 30 e 60 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi all’anno entro il 2030…
Apertura contrastata per Wall Street. L'indice Dow Jones guadagna lo 0,25%, mentre il Nasdaq è…
Subito 480 milioni di euro circa per venire incontro alle esigenze degli autotrasportatori colpiti dal…
L’Unione europea si conferma fortemente dipendente dalla Cina per le importazioni di tecnologie legate alle…
"Abbiamo appena adottato la nostra nuova strategia per l'Artico. Era ora di farlo. L'Artico è…