“Il contesto è rimasto eccezionalmente incerto, soprattutto a causa delle controversie commerciali, ma anche degli sviluppi geopolitici. Tale incertezza potrebbe anche giustificare il mantenimento invariato dei tassi di interesse”. Emerge dai verbali del meeting della Bce del 23-24 luglio, in merito alla politica monetaria dell’area euro. In particolare, si rileva, il mantenimento dei tassi di riferimento ai livelli attuali consentirebbe di avere più tempo per valutare l’evoluzione dei negoziati commerciali e valutare attentamente le conseguenze di un eventuale esito finale sull’andamento dei tassi di interesse. Inoltre, consentirebbe un’ulteriore valutazione della trasmissione dei passati tagli dei tassi di interesse e di valutare ulteriori informazioni in arrivo, anche in relazione alla produzione manifatturiera, al dirottamento degli scambi commerciali, all’inflazione dei servizi, al tasso di cambio e all’andamento dei mercati finanziari, anche nel contesto di una nuova serie di proiezioni dello staff. “Tutto ciò dovrebbe consentire, entro settembre, una migliore comprensione di come l’economia sta rispondendo alle attuali sfide, anche in relazione alle forze contrastanti che attualmente oscurano i segnali dei dati, e cosa ciò implica per le prospettive”, spiega Bce.
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