Secondo quanto riporta La Stampa attraverso un retroscena, la Banca centrale europea è pronta a intervenire con due rialzi dei tassi d’interesse in estate per arginare gli effetti della crisi energetica derivante dalla crisi in Medio Oriente. “Sono le sei settimane più lunghe per la Bce, quelle in cui capiremo al meglio l’impatto della guerra nel Golfo Persico”, si è sussurrato negli ultimi piani della Bce prima della decisione della scorsa settimana. Il tempo dell’attesa si sta esaurendo, si legge ancora. E dallo scenario di base si sta già oggi passando verso quello più severo. “Sotto la pressione di un barile di greggio ancorato sopra quota cento dollari e di una logistica globale strozzata dalla crisi a Hormuz, Francoforte prepara i mercati a una svolta restrittiva amara. Primo, si spiega, perché l’eurozona si ritrova vittima di uno shock esogeno su cui non possiede alcun controllo. Secondo, perché i venti negativi minacciano di deragliare la stabilità dei prezzi e soffocare la già debole crescita”.
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