“Intorno al nucleo forte della cantieristica dobbiamo promuovere il valore di tutta la filiera, patrimonio della nostra associazione. Credo che Motori, Componenti e accessori, Porti e servizi, Reti vendita e Imprese del charter rappresentino una catena indissolubile, dove ogni anello contribuisce al valore comune. Conseguentemente, anche le assemblee di settore che li rappresentano, il cui contributo di idee e proposte è fondamentale, dovranno lavorare per accrescere e consolidare questo valore che ci rende forti, conosciuti e ammirati in tutto il mondo. Tutti devono operare per il bene comune, è un lavoro di squadra. Il presidente dà la rotta, ma poi tutto l’equipaggio deve condividerla e portarla avanti”. Lo dice Piero Formenti, il nuovo numero uno di Confindustria Nautica. “Vedere la Grande industria nautica che sostiene il primo presidente espressione della cantieristica medio-piccola in un momento in cui proprio questo segmento registra un importante rallentamento del mercato è un segnale di unità, maturità e grande forza del settore”, sottolinea nel colloquio con il Corriere Economia. E ancora: “La politica, forse non tutta, ha preso atto, dopo molti anni, del valore che esprime la nostra filiera. Purtroppo, però, questa consapevolezza non è ancora consolidata ovunque a livello di uffici, agenzie dello Stato, corpi di polizia, eccetera. Ad esempio, il silenzio dell’Agenzia delle Entrate di questi ultimi due anni sul leasing nautico è diventato assordante. Ho il mandato dell’assemblea e il dovere di ricordare a tutti loro gli 8,3 miliardi di euro di produzione, 19 miliardi con l’indotto, e i 200 mila addetti della filiera. Questo vale anche per le istituzioni europee. Non a caso, infatti, ho voluto unificare la delega della vicepresidenza per gli affari normativi nazionali, con quella della rappresentanza in Europa”. Infine Formenti aggiunge: “Dopo anni di crescita tumultuosa, talvolta eccessiva e non sempre salutare, siamo in una fase di normalizzazione, che appare più marcata per la nautica medio-piccola. I dati elaborati da Fondazione Edison mostrano l’aggiornamento, ancora positivo, dell’export italiano a dicembre 2024. Dobbiamo lavorare affinché la situazione del commercio internazionale non abbia ripercussioni sulle nostre aziende della media e grande industria. Per la piccola serve invece ridare stimolo al mercato nazionale. Non chiediamo risorse al governo, ma la rapida approvazione dei provvedimenti di semplificazione normativa che possono agevolare e sostenere il mercato interno. A dire il vero, c’è un tema infrastrutturale che richiede un minimo di investimenti per questo segmento di utenza ed è quello degli scivoli pubblici e dei parcheggi per auto e carrelli in prossimità degli scivoli stessi. Anche qui non chiediamo finanziamenti per le imprese, ma il sostegno dello Stato per incentivare i sindaci a farsene carico. La piccola nautica non è soltanto un volano economico per le economie costiere, ma anche un accesso all’uso della barca per poi crescere in dimensione”.
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