L’olio di palma ha continuato a salire sui mercati di Kuala Lumpur, raggiungendo quota 4.965 ringgit per tonnellata, ai massimi dal dicembre 2024. A sostenere i prezzi sono soprattutto la maggiore domanda legata ai biocarburanti e i timori per la produzione in Indonesia e Malesia, i due principali produttori mondiali. L’Indonesia ha avviato il programma di biodiesel B50, che destinerà una quota maggiore dell’olio di palma al mercato interno dei carburanti, riducendo potenzialmente i volumi disponibili per l’export. Gli operatori stanno quindi cercando di assicurarsi le forniture prima dell’entrata a regime dell’obbligo, prevista per il primo ottobre. Sul fronte dell’offerta pesano inoltre le condizioni di siccità che hanno interessato le piantagioni del Sud-Est asiatico. Il fenomeno El Niño, attualmente in sviluppo, potrebbe accentuare la carenza di piogge e ridurre le rese. Secondo le previsioni dell’Usda, le scorte mondiali di olio di palma potrebbero scendere nella stagione 2026/27 al livello più basso degli ultimi nove anni.
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