La Russia continua a importare prodotti petroliferi dall’estero nonostante sia uno dei principali esportatori mondiali di combustibili. A settembre 2026 sono arrivate nei porti russi 234mila tonnellate di prodotti petroliferi trasportati via mare, il 44% in meno rispetto al record di agosto, quando gli arrivi avevano raggiunto 416mila tonnellate. Il volume di settembre resta tuttavia il secondo più alto nelle serie disponibili da gennaio 2022, secondo il Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea). La Turchia è diventata il principale fornitore, con quattro carichi partiti dal porto di Mersin per complessive 130mila tonnellate, pari al 55% delle importazioni russe del mese e a un valore di 94 milioni di euro. Tre carichi contenevano benzina e uno diesel. I prodotti sono stati prelevati da terminali di stoccaggio turchi e destinati, tra gli altri, a Rosneft e Lukoil. La Russia ha assorbito il 65% di tutti i prodotti petroliferi esportati dal porto di Mersin a settembre.
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