Ungheria, Francia, Slovacchia, Bulgaria e Paesi Bassi hanno versato complessivamente 1,6 miliardi di euro alla Russia per importazioni di combustibili fossili nel settembre 2026. Il gas naturale, tra forniture via gasdotto e Gnl, ha rappresentato l’81% del valore degli acquisti dei cinque maggiori importatori europei. È quanto emerge dall’analisi mensile del Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea). L’Ungheria è stata il principale acquirente dell’Unione europea, con importazioni per 475 milioni di euro: 414 milioni per il gas via gasdotto e 61 milioni per il greggio arrivato attraverso l’oleodotto Druzhba. Al secondo posto la Francia, che ha acquistato GNL russo per 446 milioni di euro. Le importazioni francesi sono aumentate del 103% rispetto ad agosto, con otto carichi scaricati, tutti provenienti dall’impianto russo di Yamal. La Slovacchia si è collocata al terzo posto con acquisti per 390 milioni di euro, in prevalenza greggio per 229 milioni, seguito dal gas via gasdotto per 161 milioni. La Bulgaria ha importato gas russo per 132 milioni attraverso il Balkan Stream, mentre i Paesi Bassi hanno acquistato Gnl per 116 milioni, con due carichi scaricati al terminal Gate di Rotterdam.
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