“La situazione odierna è molto diversa da quella del marzo 2022, quando l’invasione russa dell’Ucraina fece impennare i prezzi dei carburanti e dell’energia. Il tasso di inflazione in Italia era già al 6,9%, poco sotto la media Ue, e il prezzo dei carburanti stava crescendo in modo significativo, superando la soglia dei 2,5 euro al litro. Il governo di allora ritenne di utilizzare l’extragettito dell’Iva che si stava accumulando per destinarlo interamente a un taglio delle accise sui carburanti, con un costo complessivo per l’erario – e quindi per i cittadini – di circa un miliardo di euro al mese”. È quanto avrebbe dichiarato, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso della riunione odierna della Commissione Allerta Rapida in corso al Mimit. “Una misura che si rivelò per lo più inefficace, perché non arrestò la spirale inflazionistica, che arrivò fino al 12,6%, oltre la media Ue, nell’ottobre 2022 quando ci siamo insediati al governo. Inoltre, come rilevò successivamente l’Ufficio parlamentare di Bilancio, il beneficio si concentrò soprattutto sui ceti benestanti, poiché le famiglie con redditi più elevati sono anche quelle con maggiori consumi di carburante”, ha aggiunto Urso.
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