“La crisi climatica è la crisi del genere umano e della sua idea di crescita indefinita. Come si può ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente se aumenta tutto il resto? Se la popolazione galoppa verso gli 8 miliardi senza che si possa parlare di controllo delle nascite e se l’economia si basa sulla crescita dei consumi?” Paolo Cognetti, scrittore, lo ha detto in una intervista a La Stampa. E ha aggiunto: “Forse come italiani l’emergenza ci tocca ancora poco, soprattutto se viviamo in città. Una volta ogni tanto c’è un’alluvione o si stacca un seracco, ma lo vediamo solo in tv. Ma quando apriremo il rubinetto e non uscirà una goccia d’acqua o non avremo il pane perché la siccità ha devastato i campi di grano…”. Per cambiare, secondo Cognetti, “servono coerenza e coraggio. Le scelte che contano non sono solo quelle di governi e aziende ma anche quelle individuali: se le prende una sola persona è un gesto simbolico ma se c’è un movimento di opinione hanno un impatto”.
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