“È gravissimo che il ministro Matteo Salvini e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro sperino di vederci in galera. Per cosa? Questa è ignoranza istituzionale, perché fa credere alle persone che non esista la presunzione di innocenza. Non siamo colpevoli solo perché a Salvini dà fastidio ciò che facciamo”. Lo dice Annalisa Gratteri, attivista di Extinction Rebellion (Xr), in una intervista a La Stampa. Dopo le ultime iniziative di protesta a Venezia, Torino e Milano si è alzato ulteriormente il livello di attenzione: “La cosa inquietante è proprio questa: non sapere se sei stato denunciato, né quando ti arriverà la notifica e come – aggiunge -. Per questo, periodicamente i nostri avvocati fanno richiesta di accesso al registro in procura”. E ancora: “È un gioco strumentale e pretestuoso, noi siamo un movimento che porta un punto di vista. È reato esprimere un’opinione non gradita? Questo governo inasprisce le misure colpendo chi manifesta. L’importante è non dare fastidio. Se succede, arrivano denunce e fogli di via”. Gratteri ne ha preso uno per la protesta davanti al ministero dei Trasporti: “C’è una crisi planetaria di cui i governi non si stanno occupando e dobbiamo fare il possibile per chiedere un cambiamento. Non sono quindi le denunce pretestuose che ci fermano. Sono uno strumento per intimidirci e far credere che siamo dei criminali”.
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