La Commissione Teologica internazionale pubblica il documento “Prendersi cura della nostra Casa comune” che invita a una “risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario”.
La questione ecologica è una questione teologica, viene precisato: il modo in cui ci si prende cura del Creato rivela e struttura il rapporto con Dio. Il testo è pubblicato oggi, mercoledì 2 settembre, con l’autorizzazione di Leone XIV, ed è frutto di riflessioni tra il 2022 e il 2025.
Il documento è suddiviso in tre capitoli: nel primo – “La Casa comune, opera del Dio trinitario” – si rimarca “l’impronta non solo divina, ma anche trinitaria” presente nel Creato, illustrata attraverso l’insegnamento di quattro Santi Dottori della Chiesa: Agostino di Ippona, Ildegarda di Bingen, Bonaventura da Bagnoregio e Tommaso d’Aquino. Tale impronta trinitaria ha i tratti della sacramentalità – cioè è segno di “una realtà sacra e nascosta” che trova la sua “massima elevazione” nell’Eucaristia – e dell’interrelazione, poiché l’essere umano risponde alla sua vocazione dispiegando correttamente le relazioni con Dio, con gli altri e con il Creato. Ciò significa, evidenzia la CTI, praticare “la gratuità filiale nei confronti di Dio”; “la solidarietà e la misericordia verso il prossimo”; e “la cura della Casa comune”. È una questione di equilibrio: “Niente e nessuno è una monade – si legge nel documento – Tutto è interrelazionato” per formare “un’unica comunità di vita”.
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