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Consumi, Istat: nel 2025 spesa media famiglie stabile a 2.782 euro al mese-2-

La spesa familiare equivalente, ottenuta mediante l’applicazione di opportuni coefficienti (scala di equivalenza) che tengono conto dell’effetto delle economie di scala, permette di confrontare direttamente i livelli di spesa di famiglie di ampiezza diversa.
In base al livello di spesa equivalente, le famiglie possono essere ordinate dal valore più basso a quello più alto ed essere suddivise in cinque gruppi di uguale numerosità (quinti): il primo comprende il 20% delle famiglie con la spesa equivalente più bassa, l’ultimo il 20% di famiglie con quella più elevata.
Nel 2025, le famiglie del primo quinto spendono l’8,2% della spesa totale (e cioè dell’ammontare di spesa sostenuto da tutte le famiglie residenti in Italia), quelle dell’ultimo quinto il 39,2%. Le famiglie del secondo quinto spendono il 12,4% del totale, quelle del terzo il 17,0% e quelle del quarto il 23,2%, a indicare una marcata disuguaglianza (in un’ipotetica situazione di perfetta uguaglianza, ogni quinto avrebbe la stessa quota di spesa, pari al 20%).
Nel 2025, il rapporto tra la spesa totale equivalente delle famiglie dell’ultimo quinto e quella delle famiglie del primo quinto (rapporto interquintilico sulle spese correnti delle famiglie) registra una lieve riduzione, passando da 4,9 a 4,8, per effetto della diminuzione della quota di spesa delle famiglie dell’ultimo quinto.
La distribuzione territoriale delle famiglie nei quinti di spesa equivalente conferma, anche nel 2025, come le famiglie del Centro-Nord si concentrino nei quinti più elevati: rientra nell’ultimo quinto il 25,2% delle famiglie del Nord-ovest (era il 24,4% nel 2024), il 23,2% di quelle del Nord-est (24,7% nel 2024) e il 24,9% delle famiglie del Centro (24,7% nel 2024). Tra le famiglie del Sud la quota è pari al 9,6% (l’8,9% nel 2024) e al 12,0% nelle Isole (13,0% nel 2024). Ne deriva che il 35,1% delle famiglie dell’ultimo quinto sono residenti nel Nord-ovest (a fronte del 10,3% del Sud) e il 36,9% delle famiglie del primo quinto risiedono nel Sud (a fronte del 21,3% nel Nord-ovest).
Infine, anche le famiglie residenti nei comuni centro di aree metropolitane sono maggiormente concentrate nei quinti più elevati (30,9% delle famiglie nell’ultimo quinto, 16,0% nel primo), a fronte di una distribuzione più equa nei comuni periferici delle aree metropolitane e nei comuni con almeno 50mila abitanti. Nei comuni più piccoli (fino a 50mila abitanti) si osserva invece una leggera concentrazione nei quinti più bassi (poco più del 21% delle famiglie sia nel primo che nel secondo) e in quello centrale (21,5% nel terzo quinto).

redazione

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