“Si torna in territorio negativo, dopo la variazione congiunturale nulla di luglio. Quanto alle vendite alimentari, il rialzo su base annua è una presa in giro. E’, infatti, un indicatore negativo, visto che attesta solo l’esagerato rialzo dei prezzi dei Prodotti alimentari che in agosto sono decollati del 4%. Il gap tra vendite in valore, salite dell’1,6%, e quelle in volume, crollate del 2,2%, è pesante e allarmante, pari a 3,8 punti percentuali”. Lo dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), commentando i dati Istat resi noti oggi, secondo cui ad agosto le vendite in valore al dettaglio sono diminuite dello 0,1% su base mensile e salgono dello 0,5% su base annua. “Gli italiani continuano a dover stringere la cinghia e a spendere di più per mangiare sempre meno. Traducendo in euro il dato dei volumi consumati su agosto 2024, le spese alimentari per una famiglia media scendono su base annua di 240 euro a prezzi del 2024. Una coppia con 2 figli acquista 347 euro in meno di cibo” conclude Dona.
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