“Non avere indicizzato l’Irpef, secondo le regole europee, è come avere aumentato le aliquote.
E quindi, meraviglia delle meraviglie, la legge di assestamento registra un significativo miglioramento del quadro dei conti pubblici rispetto alle stime del Governo contenuto nel DFP dello scorso aprile, che a fronte di un peggioramento dell’aggregato della spesa netta, derivante delle variazioni registrate nel disegno di legge di assestamento, pari a 1,8 miliardi di euro (0,2 punti di PIL), la rende compatibile con il percorso di spesa netta indicato nel Piano strutturale di bilancio per il 2026. Pagano sempre loro, dipendenti e pensionati”, termina.
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