“Da quando ero giovane, e avevo più forza, parlo dei fiumi che si prosciugano, delle piogge forti, del caldo estremo. È la deforestazione. Il governo del Brasile ora in Amazzonia vuole estrarre petrolio e costruire una ferrovia per trasportare i prodotti delle nostre terre mentre continuano a disboscare”. Lo dice il Grande Cacique Raoni, 92 anni, uno degli indios, forse il più rappresentativo, che ieri si è presentato alla Cop 30 di Belem. Come riporta il Corriere della Sera, in lingua kayapó, puntando il dito verso gli ospiti occidentali aggiunge: “Se continua così avremo problemi noi, poveri indigeni, ma anche tutti voi, perché qui ci sono le foreste che permettono al mondo intero di respirare e sopravvivere”. Gli fa eco il cacique Gilson, coordinatore dei 28 villaggi del popolo Tupinambà del Basso Tapajçs e dell’Amazzonia: “Il nostro territorio è minacciato dall’avanzata dell’agroindustria, dall’estrazione mineraria illegale, dalla contaminazione da mercurio, dal disboscamento e dalla speculazione immobiliare. Per noi, essere ricchi non significa avere case e auto di lusso, ma vivere come ci hanno insegnato i nostri padri”.
"È molto facile da fare: con un cessate il fuoco, ci saranno le elezioni. E'…
Un investimento su persone, competenze e occupazione qualificata. Philip Morris Italia annuncia l’avvio di una…
L'Italia gioca una partita cruciale negli equilibri interni all'Unione europea. Da un documento preparato a…
In vista del ritiro informale dei leader europei sulla competitività di domani, Confindustria chiede la…
“A dicembre l’indice della produzione automotive italiana inverte la tendenza negativa dei tre mesi precedenti…
Nel 2025 in Italia sono state prodotte 238mila vetture, il 19,8% in meno del 2024.…