“Siamo contenti che sia stato ottenuto un accordo sul Loss and damage . Ci stava a cuore che fosse destinato ai Paesi più vulnerabili. Ed è passato il principio che si possa allargare la platea di donatori, non solo ad altre nazioni ma anche a organizzazioni filantropiche e a banche multilaterali di sviluppo”. Così Alessandro Modiano, inviato speciale per il clima del governo, sulla conclusione della Cop 27. Modiano a Repubblica spiega anche cosa non ha funzionato a Sharm el Sheikh, in particolare “di come sono andate le cose sulla mitigazione. L’Europa fino alla fine ha fatto pressione perché alcuni obiettivi di Glasgow fossero mantenuti in maniera chiara e possibilmente rafforzati. Invece non è successo. G77+Cina ha fatto muro, come se fosse passata la linea che tagliare le emissioni riguardi solo i Paesi industrializzati. In realtà l’Accordo di Parigi aveva già superato questo concetto: tutti devono fare qualcosa, anche se in proporzione alle rispettive situazioni. Non volevamo che si disgiungesse il Loss and damage dalla mitigazione: se non si mitiga, non ci saranno mai abbastanza fondi che potranno far fronte alle perdite e ai danni”.
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