Attiviste e attivisti di Greenpeace provenienti da 11 Paesi europei, Italia inclusa, stanno bloccando la nave mercantile Crimson Ace presso le chiuse di ingresso al porto di Amsterdam, in Olanda. Il bastimento di 225 metri trasporta 60 mila tonnellate di soia brasiliana destinata all’Europa, dove sarà impiegata in gran parte come mangime per gli animali rinchiusi negli allevamenti intensivi e destinati al macello o alla produzione di latticini. Partecipano alla protesta pacifica anche alcuni leader dei Popoli Indigeni brasiliani a bordo della barca a vela Beluga di Greenpeace, mentre i climber dell’associazione ambientalista bloccano i cancelli di ingresso al porto e alcuni gommoni presidiano l’area.
“La soia e la carne sono solo un esempio delle materie prime e dei prodotti importati dall’Unione europea la cui estrazione, raccolta o produzione ha un grave impatto negativo su foreste, altri importanti ecosistemi e diritti umani dei Popoli nativi”, dichiara Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia. “Con la nostra azione pacifica nel porto di Amsterdam – aggiunge – chiediamo di mettere fine a questo scempio: vogliamo una normativa comunitaria ambiziosa che impedisca l’ingresso sul mercato europeo di prodotti e materie prime legati alla distruzione della natura e alle violazioni dei diritti umani”.
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