“Mi aspettavo che nella seconda parte dell’anno ci potesse essere una ripresa, ma quasi sicuramente sarà smorzata e spero non vada peggio”. Così Enrico Carraro, presidente della multinazionale veneta dei sistemi di trasmissione. In un colloquio con Repubblica spiega che “questo è il momento di ragionare e non farsi prendere dal panico”. Carraro poi aggiunge: “Per il nostro gruppo l’impatto è relativamente indolore. È innegabile che la manifattura andasse rimessa al centro della politica americana, il problema è che il correttivo di Trump è peggio della malattia: bisogna capire quanto gli americani saranno disposti a pagare”. E ancora: “Finché si tratta di bere birra piuttosto che prosecco va bene, ma quando si parla di macchinari o elettronica che gli Stati Uniti non producono, allora pagheranno i consumatori americani. Le Borse hanno già reagito, ma il vero impatto sarà quello sull’inflazione che tocca direttamente i cittadini”. La soluzione? “Intanto bisogna rispondere tutti uniti. Va molto bene che la presidente del Consiglio abbia rapporti con Trump, ma dovrebbe usarli per l’Europa e non per l’Italia, altrimenti si creano spaccature tra vicini”.
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