“La prima cosa da dire è che i dazi sono una scelta sbagliata, che danneggia l’economia non solo italiana, ma anche quella statunitense e dell’intero sistema occidentale. Detto ciò, pur sapendo che i dazi colpiscono in modo particolare un grande Paese esportatore come l’Italia – benché gli Usa rappresentino solo il 10% delle nostre esportazioni – direi che lo slogan giusto è: ‘keep calm’ e continuiamo a ragionare di politica. Evitiamo reazioni istintive. Una guerra commerciale rischia di innescare effetti inflattivi o conseguenze peggiori dei dazi stessi”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. In una intervista a La Stampa aggiunge: “Il governo ha le idee chiare. Tra oggi e martedì ci saranno degli incontri a Palazzo Chigi, prima con i ministri coinvolti e poi con le categorie produttive. Ogni decisione sarà presa dopo. Parlare dei limiti dell’Ue, però, è legittimo. È vero che la politica di Trump è aggressiva, ma l’Ue in questi anni è apparsa come Alice nel paese delle meraviglie, mentre il mondo cambiava. Cina e Usa si sfidano su IA, spazio, tecnologie avanzate… e noi ci siamo auto-inflitti vincoli, arrivando a danneggiare finanche la nostra industria automobilistica. Non basta parlare di dazi e di Trump, c’è la necessità di svegliare l’Ue dal suo sonno. Abbiamo mancato riforme interne, gestito male i dossier economici, e restiamo ai margini nei settori strategici: satelliti, cybersicurezza, IA. Ci siamo auto-sabotati, con effetti devastanti sulla competitività”. Poi sul viaggio della premier Giorgia meloni negli usa, Ciriani dice: “Perché non dovremmo fare politica nell’interesse del nostro Paese?”.
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