“I dazi americani sono un problema, certo. Ma sono anche un’arma di distrazione di massa. Un modo comodo per distogliere l’attenzione dai veri problemi che stanno distruggendo l’industria europea e italiana: un Green Deal ideologico che ha messo in ginocchio l’automotive, un costo dell’energia fuori controllo, una burocrazia asfissiante e una politica sempre più distante dalla realtà delle imprese”. Lo ha detto il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo.
“Il governo italiano – aggiunge – deve uscire dai palazzi e venire a parlare con gli imprenditori. Con quelli che non riescono più a pagare le bollette, che ogni mese devono scegliere tra investire o sopravvivere, tra innovare o licenziare. I dazi sono il problema di domani. Ma oggi c’è un intero sistema produttivo sotto attacco, e il fuoco arriva da Bruxelles e Roma, non da Washington. La minaccia più grave per il Made in Italy non è l’aumento delle tariffe doganali, ma la continua opera di sabotaggio che l’Europa sta portando avanti contro la propria manifattura. Il Made in Italy sopravviverà anche ai dazi, perché ha la forza della qualità, della creatività, del lavoro. Ma non sopravvivrà a lungo se verrà lasciato solo, strangolato da una politica europea autoreferenziale e da un governo italiano incapace di reagire. È il momento di scegliere da che parte stare: con chi produce o con chi predica”.
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