Mentre continuano le trattative e i cambi di posizione del Presidente Trump nell’ambito del conflitto commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti, gli italiani appaiono sempre più preoccupati delle possibili conseguenze che queste misure potrebbero avere sulla propria economia familiare. Non sono ancora la maggioranza coloro che temono ripercussioni, ma ci stiamo avvicinando. E naturalmente ad essere più in apprensione sono i lavoratori autonomi. E’ quanto emerge dalla nuova edizione di Radar Swg, sulla base dei sondaggi condotti tra il 14 e il 20 luglio. In particolare, il 48% degli intervistati ritiene che l’applicazione dei dazi sui prodotti italiani esportati negli Stati Uniti e eventuali contromisure, ovvero dazi sui prodotti americani importati in Europa, avranno effetti sulla sua situazione economica personale e dichiara di essere molto preoccupato (era il 41% lo scorso aprile). Preoccupazione non eccessiva per il 32% del campione.
Per il 37%, a seguito dell’annuncio di Trump dell’applicazione di dazi al 30% per gran parte dei prodotti europei importati negli Stati Uniti, l’Europa dovrebbe reagire duramente, mentre per il 49% l’Ue dovrebbe cercare di negoziare senza eccessive contromisure per non rischiare di peggiorare la situazione. Per il 5% del campione, invece, bisognerebbe semplicemente accettare di dazi Usa senza reagire.
Emerge in questo caso una netta differenza di posizione sul piano politico, con il centrosinistra molto più propenso a una risposta decisa e un centrodestra più incline alla ricerca di un compromesso. Si fanno, inoltre, distinzioni rispetto ai tipi di prodotti americani ai quali potrebbero essere applicati aumenti delle tariffe: da una parte c’è un ampio accordo a penalizzare merci più di nicchia come moto, superalcolici o tabacco, mentre la maggioranza si oppone a dazi aggiuntivi sui beni di largo consumo.
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