La separazione della rete fissa ridefinisce il mercato delle telecomunicazioni in Italia. I risultati del 2025 e le sfide del 2026 sono stati al centro della Relazione Annuale dell’Organo di Vigilanza sulla parità di accesso (OdV), questa mattina alla Camera dei Deputati. Il testo fotografa un sistema in profonda trasformazione che funziona, con la separazione strutturale della rete ex Tim che trasforma FiberCop in un operatore interamente wholesale-only.
Questo modello permette un netto alleggerimento degli obblighi previgenti per favorire i nuovi investimenti, in cui l’Organo di Vigilanza assume un ruolo centrale. L’organismo garantisce la parità di accesso, la trasparenza e la concorrenza sul mercato con verifiche quotidiane sul campo. I dati sulla concorrenza mostrano un trend positivo sul territorio nazionale: i comuni in cui FiberCop non detiene più una posizione dominante salgono da 14 a 239.
Questo incremento testimonia la forte estensione delle aree del Paese che sono ormai pienamente concorrenziali. “La relazione ci dice che il 2025 è stato un anno di consolidamento – dichiara Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera – la ‘democrazia della rete’, esercitata con rigore e competenza dall’Organo di Vigilanza è un elemento chiave per garantire equità e imparzialità“. Secondo Battistoni la sfida per i primi anni è consolidare questo equilibrio in un contesto tecnologico e regolatorio che continua a evolvere rapidamente, visto il cambiamento strutturale che modifica radicalmente l’assetto della rete fissa nazionale.
“La separazione strutturale della rete fissa a Fibercop ridefinisce le posizioni industriali e le responsabilità – spiega Giacomo Lasorella, presidente di Agcom – l’autorità impone a Fibercop il regime previsto dall’articolo 91 del codice, che si specifica in obblighi di accesso, di non discriminazione e di prezzi equi e ragionevoli“. Lasorella evidenzia che il modello wholesale-only favorisce una maggiore chiarezza nella filiera e porta un alleggerimento degli obblighi. Il nuovo scenario, quindi, richiede un controllo attento e costante da parte delle istituzioni preposte. “Nel nuovo scenario delineatosi, l’Organo di vigilanza ha assunto un ruolo ancor più consolidato – sottolinea Antonio Martusciello, presidente OdV – si qualifica quale presidio concreto della trasparenza, della non discriminazione e del corretto funzionamento del mercato wholesale“.
Martusciello definisce “disruptive” il superamento della verticalizzazione tradicional, e chiede un approccio flessibile e lungimirante per governare la trasformazione senza ostacolarla, così da costruire risposte solide per il futuro. “Il percorso di separazione della rete e la nascita di FiberCop sono un passaggio storico per questa nazione – afferma Lucia Albano, Sottosegretario all’Economia e delle Finanze – ridurre il digital divide significa assicurare pari opportunità a cittadini, imprese, scuole e pubbliche amministrazioni“. Secondo l’esponente del Mef, la connettività rappresenta oggi “un fattore strategico di competitività e coesione, oltre a essere un elemento decisivo per attrarre nuovi investimenti sul territorio”.
“La conferma, da parte di Agcom lo scorso marzo, di FiberCop come operatore wholesale only ha rappresentato un passaggio importante per il mercato – dichiara Massimo Sarmi, presidente e amministratore delegato di FiberCop – un’infrastruttura aperta, neutrale e al servizio di tutti gli operatori, capace di rafforzare la concorrenza e accelerare la digitalizzazione del Paese”. Sarmi ricorda gli oltre 10 miliardi di euro di investimenti previsti nel periodo 2024-2027 e sottolinea che oggi l’Italia “tocca il 77% di unità abitative collegate in fibra”. “Il MIMIT ha lavorato, lavora e continuerà a lavorare concependo le reti come un abilitatore di opportunità – osserva infine Federico Eichberg, Capo di Gabinetto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy – oggi vediamo i risultati di questo percorso attraverso la crescita delle connessioni in fibra, mobili e satellitari“. A conclusione, Eichberg annuncia che il ministero valuta un possibile disegno di legge dedicato alla sicurezza delle reti e alla cybersicurezza per accompagnare l’evoluzione del settore con strumenti adeguati ed efficaci.
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