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Dazi, Reichlin: Trump si ispira a un’ideologia isolazionista

“L’ostilità di Trump nei confronti dell’Unione Europea non è nuova. Nel suo primo mandato ha incoraggiato la sua disintegrazione parteggiando per la Brexit. La novità di oggi è l’entrata in campo di Musk e l’uso spregiudicato del suo potere mediatico e commerciale a favore dei partiti che si oppongono alla condivisione di risorse e obiettivi comuni”. Lo scrive in un suo intervento du La Stampa l’economista Pietro Reichlin, professore alla Luiss. “Il costo di qualche potenziale conflitto di interessi sia ampiamente inferiore a quello di una frammentazione del continente europeo. Una frammentazione che renderebbe gli Stati Uniti molto più esposti ai rischi geopolitici e finanziari nello scacchiere internazionale”, sottolinea. Si legge ancora: “Perché Trump non intende risolvere i contenziosi con l’Europa in altro modo? Un altro argomento, spesso ventilato dagli osservatori, è che l’euro e l’integrazione finanziaria europea possano minacciare la dominanza del dollaro, cioè erodere il privilegio di emettere la valuta di riserva mondiale.
Anche questa tesi è controversa. Il primo motivo è che, nonostante la creazione dell’Ume e la crescita economica cinese, la dominanza del dollaro come valuta di riserva mondiale rimane solida, se non in crescita. Ancora oggi la metà del valore del commercio mondiale e i due terzi delle obbligazioni emesse dalle grandi imprese del mondo sono denominate in dollari. Nonostante le turbolenze economiche e politiche, il mercato finanziario americano rimane il più liquido e il più sicuro per accogliere le riserve accumulate dagli investitori a scopo precauzionale”. La conclusione di Reichlin è questa: “Non credo che Trump abbia motivazioni serie per ritenere che il rafforzamento delle istituzioni europee possa danneggiare gli interessi americani. Occorre abituarsi al fatto che egli si ispira ad una ideologia isolazionista, incompatibile con la promozione di organizzazioni sovranazionali e con la cooperazione volontaria delle nazioni per la promozione di interessi comuni. A volte l’ideologia conta più dell’interesse economico. —

redazione

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