“Sulla guerra dei dazi, certamente non sono contento del 15%, perché l’obiettivo che avevo in testa era zero dazi di qua e zero di là, con un grande mercato unico Europa-Stati Uniti-Canada”. Lo dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al Forum Ambrosetti di Cernobbio. “I dazi al 15% non sono positivi, però era il risultato migliore che si poteva ottenere – aggiunge -. Per quanto riguarda noi italiani, nel mercato americano, grazie alla qualità dei nostri prodotti, possiamo resistere”. Il vicepremier porta l’esempio del vino: “Ci sono alcuni prodotti su bisogna ancora trattare, perché non abbiamo risolto tutto”, ma se “una bottiglia di vino italiano che un americano compra a 100 dollari ora ne costa 105, la compra lo stesso, perché il valore del Made in Italy è talmente di alta qualità che può affrontare anche la presenza dei dazi”. Poi, “ci sono poi altre questioni da risolvere, stiamo lavorando con la Commissione europea per proteggere alcune in settori come l’acciaio, l’alluminio e appunto i vini. Non abbiamo finito – sottolinea Tajani -, c’è ancora da lavorare, forse per mesi, però non sono così pessimista”.
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