“I dazi per ora non hanno avuto un impatto sulla nostra attività, abbiamo continuato a vendere caffè. L’unico neo può venire dall’importazione negli Usa di caffè dal Brasile, dove Trump minaccia di portare i dazi al 50% dal primo agosto. In ogni caso, il costo sarà trasferito sul consumatore. Abbiamo deciso di mettere in chiaro sulla fattura la riga tariffe, perché il costo sia esplicito. Ma per noi non è credibile che si arrivi a dazi del 50% in Brasile, o del 30% in Europa”. Così a Il Corriere Economia Pierluigi Tosato, ceo da un anno e tre mesi di Massimo Zanetti Beverage Group (Mzbg) che controlla Segafredo Zanetti. Il 90% dei ricavi continua a venire dal resto del mondo, in testa gli Stati Uniti. Qui il gruppo conta di rafforzarsi con “un piano nel food service”, bar e ristoranti, malgrado i dazi: “Anzi, avere una produzione locale può essere un elemento di vantaggio sui concorrenti”, dice Tosato. Che annuncia anche di avere appena siglato un accordo per una joint venture in Arabia Saudita, al 75%, “con un operatore del food service al 25%”.
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