“Un errore madornale non pianificare una indipendenza dell’Europa e di conseguenza dell’Italia, dai dazi minacciati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump”. Lo dice Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia, l’associazione che raggruppa i costruttori italiani dell’automobile. “L’Europa è un mercato composto da oltre 500 milioni di persone, maggiore di quello americano che ne conta poco più di 340 milioni, dunque può far sentire la sua voce con autorità, operando come un unico ecosistema, ossia con la massima unione”, spiega nel colloquio con il Corriere della Sera. Le ricadute negative, per Vavassori, rischaino di essere pesanti: “Servono fatti concreti considerando anche il settore dei ricambi Usa che vale 100 miliardi di dollari all’anno, di conseguenza anche quello della componentistica italiana può essere penalizzato duramente e indirettamente. Nei primi undici mesi del 2024, la filiera del nostro Paese ha inviato verso gli Stati Uniti oltre 1,5 miliardi”. E ancora: “La nostra regione maggiormente colpita, se dovessero essere messe in atto le minacce annunciate, è la Sardegna che domina l’export dei prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio. L’Europa sta già affrontando una domanda di veicoli sempre più stagnante, deve combattere contro i concorrenti cinesi e i costanti aumenti dell’energia. Lo ha spiegato molto bene Mario Draghi nel suo rapporto in cui giudica indispensabile varare una nuova strategia industriale per l’Europa dove la crescita della produttività e l’inclusione sociale vadano di pari in passo”.
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