“Sta nascendo un asse franco-anseatico che partendo da Parigi arriva a Varsavia passando per Berlino e dialogando con Londra. Un asse che nel post Ucraina potrebbe diventare il perno di una nuova Europa. Un asse dal quale noi rischiamo di rimanere tagliati fuori, a causa dell’equilibrismo e delle ambiguità della destra di Meloni, che ha il portafoglio a Bruxelles ma il cuore nell’agenda Maga”. Lo dice il senatore di Italia Viva Enrico Borghi, vicepresidente del partito e componente del Copasir, in una intervista a Linkiesta.it.
“La guerra in Ucraina – prosegue – si inserisce in un quadro geopolitico ben più ampio, secondo quella che il premier canadese Mark Carney al Forum di Davos ha definito la rottura, e non la mera trasformazione, dell’ordine mondiale”. Lungo questo crinale corrono delle faglie di Sant’Andrea su cui si scatenano metaforici terremoti, aggiunge Borghi: La prima faglia è l’Ucraina, poi la Striscia di Gaza e la terza, potenzialmente, può essere l’Iran. Non valutare lo scenario complessivo e circoscrivere il focus a un singolo stato di tensione impedisce di comprendere cosa realmente accada nel mondo”.
Nel settore ortofrutticolo si registra un calo dell’11,2% rispetto alla scorsa settimana per i prezzi…
"Continuo a ritenere che sul piano geopolitico l'Europa non abbia molto da guadagnare da una…
"Come gli altri paesi europei, aiutiamo le nazioni del Golfo a difendersi dagli attacchi iraniani,…
“La missione del Presidente del Consiglio nel Golfo rappresenta un momento di rilievo per le…
"La scelta della Presidente del Consiglio Meloni di visitare nelle prossime ore i leader dei…
Alla vigilia di Pasqua, dopo il consiglio dei ministri che vara il nuovo Dl Carburanti…