“Dall’Europa non si sfugge. Non dobbiamo inventarci nulla di nuovo ma riaffermare la nostra identità in modo limpido. L’altro giorno ho ricevuto l’ambasciatore tedesco e abbiamo discusso degli scenari: ‘Stiamo impegnando centinaia di miliardi in armamenti, inserendo la leva semi-obbligatoria, ma il nostro vero problema è riscrivere l’identità dell’Europa. Ci stiamo riarmando ma manca il racconto di noi stessi’. E su questo i tedeschi contano su di noi. Il retropensiero è che cosa accadrebbe se dovesse prevalere l’AfD e in Francia vincesse Le Pen. Allora, se io fossi Mertz cercherei un dialogo con l’AfD per riportarli in una cornice istituzionale democratica, cosciente che comunque rappresentano una fetta importante di popolazione. È quel che avrebbero dovuto fare i francesi da tempo”. Così Alessandro Giuli, ministro della Cultura, in una intervista a La Stampa. Poi aggiunge: “Personalmente non sono preoccupato che si arrivi a una guerra guerreggiata. Leggo la situazione un po’ come una sorta di guerra civile globale, quella che prefigurava Ernst Jünger a metà del secolo scorso. Che è molto peggio, perché è una guerra che si combatte quartiere per quartiere, social per social, non c’è più una linea di divisione, una coesione di un blocco rispetto a un altro”
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