“Posso confermare che si tratta di una pratica consolidata da parte della Russia. Ovviamente, prendere di mira risorse spaziali europee o satelliti è qualcosa che la Russia fa da anni, se non da decenni. Quindi non c’è nulla di nuovo. Siamo ben consapevoli di questo problema”. Lo ha detto Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea, durante il briefing con i giornalisti rispondendo a chi gli chiedeva della notizia riportata dal Financial Times, secondo il quale due veicoli spaziali russi avrebbero intercettato per anni le comunicazioni di almeno una dozzina di satelliti chiave nel Vecchio Continente. “Cosa stiamo facendo esattamente per proteggere le nostre risorse spaziali alla luce di questi potenziali attacchi? Innanzitutto abbiamo Galileo, che è già operativo e in grado di rilevare e scoraggiare tali attacchi”, ha spiegato il portavoce. Inoltre, ha aggiunto Regnier, “recentemente abbiamo fatto un ulteriore passo avanti con i quattro progetti faro europei che abbiamo proposto nella nostra tabella di marcia per la difesa. Abbiamo anche incluso gli scudi spaziali europei che stiamo proponendo e che metteremo in atto insieme ai nostri Stati membri proprio per proteggere i nostri satelliti e le nostre risorse spaziali. Quindi niente di nuovo. Sappiamo che la Russia lo sta facendo e siamo pronti a contrastarlo se necessario”.
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