Per i difensori dell’Amazzonia, il risultato del referendum che blocca le trivellazioni in Amazzionia è una “decisione storica”. La consultazione nazionale, richiesta da dieci anni da un gruppo ambientalista, è stata finalmente autorizzata lo scorso maggio dalla più alta corte del Paese. Aveva il compito di decidere il futuro del blocco Ishpingo, Tambococha e Tiputini (ITT), noto come “blocco 43”, da cui si estrae il 12% dei 466.000 barili al giorno prodotti in Ecuador. Il governo, che si è opposto al referendum, ha stimato in 16,47 miliardi di dollari le perdite in 20 anni in caso di revoca del blocco.
Riserva di biodiversità unica nel suo genere, lo Yasuni si estende per quasi un milione di ettari di foresta pluviale primaria. È anche terra indigena: territorio storico dei Waorani, ospita anche i Kichwa, nonché i Tagaeri, i Taromenane e i Dugakaeri, le ultime comunità che vivono in isolamento volontario in Ecuador, in fuga dalla civiltà moderna. Finora, la compagnia statale Petroecuador è stata autorizzata a lavorare su circa 300 ettari di Yasuni. Sostiene di averne utilizzati appena 80 ettari.
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(AFP)
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