L’Ecuador dice ‘no’ alle trivelle in Amazzonia. I risultati del referendum che si è svolto domenica insieme alle elezioni presidenziali, hanno determinato che il 59% dei votanti vuole sospendere le esplorazioni petrolifere nella foresta amazzonica di Yasuni (nord-est), terra indigena e riserva di biodiversità unica al mondo. In Ecuador le 14 “nazionalità” indigene riconosciute stanno lottando per difendere i loro territori ancestrali minacciati dall’estrazione petrolifera e mineraria.
Gli indigeni rappresentano il 7% della popolazione secondo l’ultimo censimento, risalente al 2010, e il 25% secondo i loro rappresentanti, che citano studi antropologici.
Le popolazioni indigene hanno inscenato una storica rivolta nel 1990, in seguito alla quale il governo ha ceduto 2,3 milioni di ettari di terra alle comunità dell’Amazzonia, dove si estrae il petrolio. Anche la potente Confederazione delle Nazionalità Indigene (Conaie) ha preso parte alle rivolte che hanno rovesciato tre presidenti tra il 1997 e il 2005. Nel giugno 2022 ha guidato grandi manifestazioni contro l’aumento del costo della vita, che hanno provocato sei morti e costretto il governo a ridurre il prezzo del carburante.
(AFP)
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