“Noi dicevamo che servivano circa 15 miliardi di euro per alleggerire il costo dell’energia, altrimenti si sarebbe governato sulle macerie. Il governo ha approvato un decreto che vale 14 miliardi, siamo molto soddisfatti”. Così Carlo Calenda a Il Sole 24 Ore sul tema del caro energia. “Riteniamo fondamentale procedere velocemente con il disaccoppiamento del prezzo del gas da quello per altri fonti energetiche (eolico, fotovoltaico, carbone, ecc) -. aggiunge – . Il prezzo unico di 180€/MWh per tutta l’energia prodotta senza gas ci sembra troppo elevato e sbagliato nel metodo: le varie fonti vanno remunerate in modo differenziato sulla base degli effettivi costi fissi e variabili. A livello europeo va definito un price cap per le importazioni. Così si possono ridurre il prezzo delle bollette senza utilizzare fondi pubblici”. Poi sul nucleare spiega: “Le rinnovabili sono intermittenti ed è difficile, nonché costoso, stoccare grandi quantità di elettricità per garantire la stabilità del sistema. Il nucleare, come il gas, è invece continuo: provvederebbe al carico base durante tutta la giornata senza inquinare. Siamo quindi per un mix energetico che includa il nucleare e tutte le fonti rinnovabili (il fotovoltaico dovrà aumentare di circa il 900% anche con il nucleare)”.
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