“È la prima volta che ci spingiamo così in là nel tempo, con un piano evolutivo rispetto a quello attuale, che invece si chiude al 2030”. Così Gianluca Bufo, amministratore delegato del gruppo Iren, che sta per festeggiare il quindicesimo compleanno dalla fusione delle utility di Torino, Genova, Reggio Emilia e Parma. L’obiettivo è il 2035. “Abbiamo chiuso il 2024 con quasi un miliardo di investimenti e saranno altrettanti nel 2025, in linea con gli 8,2 miliardi complessivi previsti dal vecchio piano. Nel nuovo piano ci muoveremo sulla stessa portata degli investimenti, tra 900 milioni e un miliardo all’anno. Data la dimensione dei territori e degli impegni, di certo non ritorneremo ai 500 milioni d’investimento all’anno dei primi anni di Iren — sottolinea Bufo a il Corriere Economia—. In questi quindici anni siamo passati da un milione e 300 mila clienti, prevalentemente nelle tre regioni d’origine, a 2 milioni e mezzo di clienti, di cui 600 mila nel Sud Italia, ma siamo rimasti fedeli alla nostra identità di multiutility, con una crescita organica in tutti i servizi offerti, coprendo il business delle reti, della generazione elettrica, del ciclo idrico, la gestione dei rifiuti e il teleriscaldamento, con una piattaforma più eterogenea e articolata dei nostri concorrenti, che invece hanno finito per focalizzarsi su un settore specifico”. E ancora: “La resilienza ci arriva dalla nostra storia. Dalla Liguria è arrivato il mondo dell’acqua e delle reti gas, dal Piemonte quello della generazione elettrica e della raccolta dei rifiuti, dall’Emilia un po’ tutto tranne la generazione elettrica. Questa piattaforma multi business continueremo a mantenerla e svilupparla, perché è la più flessibile per continuare a cogliere opportunità nei nostri territori e per lavorare al meglio con i nostri clienti”.
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